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Archive for ottobre 2011

“Quel sabato mattina, lungo la riviera del Canalbianco, le mie finestre scorgevano l’andirivieni delle carovane in camicia nera. Lunghe file di facchini intenti a svuotare barconi carichi di granaglie, vestiti di scuro per rifuggire la polvere e non per altro, quell’altro che era la politica e che agli indaffarati poveretti interessava meno che far baruffa per accaparrarsi un nuovo carico da portare a terra. Formiche nere spartite in lunghe file, con un capetto a dirigere i lavori d’ognuna, furibondo in quel dialetto stretto che li incitava a caricarsi le spalle di sacchi senza mai fermarsi. Come funamboli sulla passerella di legno che conduceva sulla banchina, lesti nonostante l’impiccio: mi affacciai per guardarli con scherno e uno di loro alzò gli occhi”.

Da “Della tomba” di Gaia Conventi

“Bevo un altro sorso di questa tisana, vorrei che la testa smettesse di pulsare. Pensavo che qualcosa di caldo mi avrebbe fatto bene. Invece mi pare quasi che il dolore e la confusione aumentino a ogni sorso di questo intruglio ai gigli bianchi, che poi sembra essere l’unico alimento di cui Maria si sostenta.
Maria, la pelle grigia, le sclere color latte e le pupille fisse, i capelli speziati di bianco. Non sarebbe una brutta ragazza se non fosse completamente abbandonata a se stessa, silenziosa e soprattutto inquietante, con quello sguardo che si posa su di te e sembra pronto a rapire la tua anima”.

Da “Malo viento e gigli bianchi” di Simona Cremonini

“Solo un attento osservatore avrebbe potuto notare quella ruga tra gli occhi di Anna, quella sfumatura che nascondeva i suoi pensieri.
Gli osservatori più distratti, e quindi praticamente la totalità dei presenti, vedevano solamente una graziosa ragazza bionda, fasciata in un sobrio abito nuziale color panna, che si stagliava slanciata sull’altare del Duomo di Verona, davanti alla cappella maggiore del Sanmicheli che occupava la parte finale della navata centrale”.

Da “La sposa cadavere?” di Alberto Fezzi

“Spose, cadaveri e misteri”, Delmiglio Editore

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“Superati da un bel po’ i quarant’anni, in questo giorno fatale Nino è trafitto da lampi di nostalgia, rimpianto, orgoglio e gratitudine rivolta ad amori perduti. Ricordando, non può fare a meno di rimproverarsi per avere ogni volta gettato al vento, con mani bucate, sentimenti e storie che avrebbero meritato di più.
Il rasoio scorre sul collo, mentre Battiato canta: “Di voi che resta, parole audaci, carezze caste, timide braci… Solo nel petto, male guarita, una ferita…”

Da “Antichi amori” di Enrico Buttitta

“Quando finalmente una sera confessai, mi tranquillizzò ancora una volta, non aveva importanza, dovevamo stare assieme nel presente, quello che era accaduto prima non era importante.
Io non sospettavo nulla, avevo paura di perdere una vita stupenda, paura di non essere all’altezza della situazione, inadeguata nel ruolo di sposa. Un matrimonio perfetto, troppo perfetto sino a quando incontrai la donna”.

Da “Perché non lo ha mai detto?” di Emanuele Cassani

“La prima volta che aveva fissato da vicino il suo cadavere, ormai un anno prima, si era spaventato. A quel tempo si svegliava di soprassalto, e guardandola mentre dormiva si chiedeva perché. Perché in sogno la vedesse morta, perché la sua mente continuasse a mostrarla. A volte, nella notte, dopo aver riaperto gli occhi si accorgeva che lei era sveglia e ricambiava lo sguardo, come se avesse capito. Come se fosse entrata nella sua testa, o addirittura come se fosse stata lei a suggerirgli l’incubo. Perché le prime volte era questo che era: un incubo”.

Da “Strige” di Riccardo Coltri

Passi tratti da “Spose, cadaveri e misteri”, Delmiglio Editore

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TRADIZIONI. Presentata la terza edizione della rassegna veneta

«Spettacoli di mistero»:
notte di noir e fantasia al Ctg

A Santa Maria in Chiavica nella notte di Ognissanti letture di racconti scritti per l´occasione

L´anno scorso sono state undicimila le presenze al festival «Spettacoli di mistero», ma per la terza edizione gli organizzatori delle Pro loco aderenti all´Unpli regionale (la loro associazione veneta) si augurano di superarle. La manifestazione è dedicata ai luoghi leggendari e misteriosi della nostra regione e si svolgerà da domani al 4 dicembre in duecento eventi in 142 tappe, tra spettacoli teatrali, visite guidate, serate di racconto, rievocazioni in costume, cene a tema, mostre fotografiche e di disegno, proiezioni e presentazioni di libri, passeggiate, performance artistiche, concerti, musical, ricostruzioni storiche e giochi per i più piccoli. La direzione artistica è affidata allo scrittore veneziano Alberto Toso Fei.
L´iniziativa è stata presentata in Provincia dall´assessore alla cultura e identità veneta, Marco Ambrosini, con l´assessore al turismo Ruggero Pozzani, Lucia Baltieri, presidente U! npli Verona, Piera Vippani, direttore esecutivo del festival, e i rappresentanti delle Pro loco.
Il 30 ottobre il cartellone di eventi veronese prenderà il via a Bolca, con la rappresentazione teatrale «Halloween, una festa americana? Le origini delle nostre tradizioni» e poi si svilupperà anche in altri dieci comuni: Verona, Bevilacqua, Bovolone, Fumane, Casaleone, Molina, San Pietro di Legnago, San Pietro Incariano, Roveredo di Guà e Badia Calavena. L´evento della notte di Ognissanti si svolgerà in città nella sede del Centro turistico giovanile in via Santa Maria in Chiavica, con un reading di racconti noir e fantastici scritti appositamente per la serata, liberamente ispirati al tema de La sposa cadavere. Le letture saranno interpretate da Andrea de Manincor, Sabrina Modenini e Sandra Ceriani, con sottofondo musicale di Federico Fuggini. Tra i tanti eventi, le antiche leggende riguardanti il castello di Badia Calavena il 4 e l´11 novembre e! la rievocazione, il 18 novembre a San Pietro di Legnago, dell! a leggenda del coccodrillo.
Nel centenario della scomparsa di Emilio Salgari, al teatro di Bure di San Pietro Incariano il 26 novembre andrà in scena una sorta di narrazione fantagiornalistica che permetterà al pubblico, attraverso videoproiezioni e musica dal vivo, di incontrare personaggi di un tempo e rivivere situazioni realmente accadute al celebre scrittore veronese. Il programma dettagliato è sul sito http://www.spettacolidimistero.it.

L’Arena di Verona – giovedì 27 ottobre 2011 – SPETTACOLI – Pagina 60

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“Goran non ne può più e mena l’attrezzo contro un traliccio. Zdeng. Poi bestemmia qualche dio balcanico. Goran è tarchiato, ha i capelli tagliati alla militare e gli occhi piccoli e distanti, freddi come chiodi.
Il suo compare, Zlatin, è secco, con un naso importante, la fronte sfuggente e gli zigomi appuntiti. Ha in tasca un coltello e ogni tanto lo tocca.
«Non capivo proprio – fa Goran – perché uno compra una donna. Una donna si prende e basta».”

Da “La consegna” di Cosma Brusco
“Spose, cadaveri e misteri”, ed. Delmiglio, pag 51

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“Da qualche anno la nobiltà imperiale trascorreva la villeggiatura nei rari, sfarzosi alberghi della riva occidentale del Basso Garda. Il giorno della partenza le aristocratiche fanciulle, avvolte in candide gonne gonfie d’organza, salivano sulle luccicanti carrozze scoprendo per un istante una levigata, esile caviglia.
L’anziano pescatore osservava i cavalli scalpitare, pronti per il lungo viaggio. E poi i lacchè, impettiti sotto il cilindro, e le blasonate madri, intente a ricondurre nei palazzi viennesi le loro bionde creature”.

Da “La campanella” di Carlo Filippo Borrello
“Spose, cadaveri e misteri”, ed. Delmiglio, pag 45

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“Un giorno dopo l’altro la vita scorreva serena, anche se non proprio facile; nessuno, però, se ne lamentava. Quando successe un guaio: durante una notte di tormenta, una di quelle notti in cui le folate di vento gareggiano con gli ululati dei lupi affamati, che il freddo spinge a cercare prede vicino alle case, un forestiero aveva bussato alla porta. Gli abitanti dei luoghi erano generosi, non si nega l’ospitalità a chi ne ha bisogno, ma non sapevano che quella volta avevano aperto la porta al destino avverso”.

Da “Malga Porcarina e la bella Isotta” di Giuliana Borghesani
“Spose, cadaveri e misteri”, ed. Delmiglio, pag 42

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“Non ti volevo più, ero stanca di te… una fiamma d’amore spenta da tempo, un rapporto che non poteva essere riacceso, che durava da troppi anni. Avevo tentato di confessartelo più volte, ma tu non vedevi, non capivi o forse non volevi comprendere. Dicevi di amarmi follemente, più della tua stessa vita, non percepivi i miei occhi volgersi altrove, nell’ombra”.

Da “Intonaco rosso sangue” di Rossana Boni
“Spose, cadaveri e misteri”, ed. Delmiglio, pag 37

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