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Archive for the ‘appunti di viaggio’ Category

Dove dormono Diabolik ed Eva quando sono a Milano?

Semplice: al 19 di via Masaccio, e precisamente al quinto piano dell’hotel Melià Milano.

È qui che si trova, infatti, una lussuosa camera dedicata all’eroe negativo che vanta da quasi mezzo secolo una foltissima scia di estimatori.

Gli arredi scelti, tutti di altissima qualità, sono stati disegnati sullo stile del fumetto e realizzati da maestri mobilieri italiani (da notare la testata del letto in vera pelle di coccodrillo).

Nonostante l’ambientazione sia di gusto retrò, ispirato con raffinatezza agli anni ’70, nel rifugio del principe dei ladri abbondano le apparecchiature elettroniche avveniristiche, un mix che colpisce e affascina.

Per gli appassionati che volessero pernottare nella stanza – sempre che il proprietario non sia in casa, naturalmente – c’è una ulteriore chicca: all’arrivo, nella hall dell’hotel, dove troneggia la mitica Jaguar E, verrà consegnata ai graditi ospiti un  fumetto dedicato a Diabolik, tra le cui righe si celano gli indizi per scovare il tesoro (o meglio la refurtiva) abilmente nascosta nella camera. Una caccia al tesoro che regalerà agli arguti solutori la possibilità di vincere dei premi.

Tocco finale, dato che il nostro anti-eroe è un amante del lusso e della bella vita in ogni particolare, il raffinato ristorante del Melà Milano offre uno speciale menù Diabolik. Abbiamo avuto l’onore di gustare i ravioli al nero di seppia con gamberetti, accompagnati dal Prosecco preferito dalla diabolica coppia: una squisitezza in salsa noir!

Gentilissimo padrone di casa, il direttore Nicola Terlizzi, protagonista della collana Excellence Book, ci ha accompagnati in questo fantastico tour nel mistero.

Riguardo l’hotel: http://www.melia-milano.com/it/index.html

In attesa della vostra visita in questo luogo cult, ecco alcune immagini.

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Altri scatti di backstage durante le riprese de “L?Italia che non sai”. Focus su luoghi e altri scorci

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Una giornata sul set di una nuova trasmissione televisiva di Rai Uno: “L’Italia che non sai”, alla scoperta di zone del nostro paese meno conosciute e tuttavia di grande interesse.

Le belle e brave conduttrici sono Enrica, del Grande Fratello, Claudia, miss Italia 2006, e Natalia, indossatrice tra le più ricercate.

Per la puntata dedicata a Verona, la troupe ha documentato la città e si è poi mossa ad est per raccontare San Martino, prima di concludere a Soave.

Le riprese hanno toccato punti di rande bellezza, come la Tenuta Musella e Villa Girasole, con tappa alla Tenuta Fontanara, col suo ottimo olio, e alla cantina Sant’Antonio per un ottimo pranzo ad opera degli amici di Saporé (Samantha ha preparato el Capél de Napoleon davanti alle telecamere) in compagnia anche dei rievocatori dell’Associazione Napoleonica d’Italia.

Esperienza faticosa ma piacevole, soprattutto per la compagnia di persone davvero simpatiche.

La trasmissione dovrebbe andare in onda domenica 5 agosto alle 16.45

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A vederlo si capisce perché venga definito “grande fiume”. Si distende placido e possente tra la vegetazione lussureggiante, dando vita a cinque corsi principali e a una miriade di canali e collegamenti.

La gita in battello, ospiti di Geremia Gennali, presidente del Parco del Delta del Po Veneto (davvero un grande padrone di casa) ci mostra una natura ricca e selvaggia, un’oasi incontaminata nella quale sarebbe facile, e tutto sommato piacevole, perdersi.

Ci lasciamo trasportare e coinvolgere, mentre il tempo sembra rallentare, con i ritmi strascicati di un blues. Delta blues, appunto.

Dopo la prima escursione, ci fermiamo a pranzare in un suggestivo casone. Se l’esterno colpisce la nostra fantasia, appena entrati siamo affascinati dal fuoco che scoppietta al centro del locale, in un gigantesco camino. Le griglie vengono pulite e cosparse d’olio, per accogliere una lunga teoria di branzini, orate ed anguille. Uno spettacolo: si inizia a pranzare anche solo con gli occhi.

Ma intanto arrivano vassoi di cozze e vongole, seguita da un delicato risotto marinaro. Quando infine le braci hanno fatto il loro dovere, ecco che il pesce viene servito, lasciando tutti deliziati. Le anguille, in particolare, riescono ad accattivarsi l’apprezzamento anche di chi non ama le carni grasse dell’animale.

Dopo pranzo, ci aspetta un’escursione tra le valli da pesca, ad ammirare molte specie di uccelli, fino ad arrivare all’imbarco di Porto Levante. Qui veniamo raccolti da delle veloci lance e trasportati all’oasi del Ghebo, l’estrema isola del delta che si affaccia sul mare aperto. Cinque chilometri di sabbia costellata di conchiglie ed acque calde e pulite.

Dominiamo a stento l’impulso a gettarci tra le onde (alcuni bambini della comitiva lo fanno, beati loro) e gustiamo un buffet offerto dal presidente, in cui spicano i vassoi di fritto misto e la cordialità del personale del rifugio.

Il proposito di tornare per trascorrere un’intera giornata in tranquillità accomuna la maggioranza dei membri della comitiva.

Nell’elegante auditorium ricavato nell’ex macello di Porto Viro, poche parole sulla filosofia della collana Excellence Book e sui piccoli miracoli di reazione che riesce a produrre. Seguono il saluto di Simonetta Tregnago, presidente della commissione Pari opportunità della Regione Veneto e di Valerio Avesani, sindaco di San martino Buon Albergo, oltre che del padrone di casa Geremia Gennari, per finire con qualche snack e un bicchiere di vino, offerti da Saporé e dalla Tenuta le Luci.

Al ritorno, stanchi ma felici, anche per le prospettive che l’incontro ha prefigurato, ringraziamo mentalmente il sindaco Aveasni per aver predisposto il pulman per il viaggio: dopo una giornata del genere sarebbe stato impensabile tornare in auto!

Tante le note positive della giornata: natura, ospitalità, cultura, relax, buona cucina, concretizzarsi di rapporti e progetti… Su tutte, spicca il piacere di un’ottima compagnia, tra amici vecchi e nuovi.

 

 

 

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Un’estate dal sapore francese, con una tappa speciale alla casa di Monet. Difficile dire quanto, dell’emozione provata, fosse dovuta ai luoghi e non, invece, alla suggestione, frutto di giornate (e nottate) a preparare “storia dell’arte contemporanea”, in tempi certamente migliori.
Sia quel che sia, l’emozione c’è stata e permane nei ricordi, sotto forma d’impalpabile nostalgia e desiderio di tornare sulle strade francesi. E sulle strade dei ricordi.

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col naso all’insù

Cammini per la città, quella che ti ha visto nascere, che conosci bene, o almeno così ritieni. All’improvviso ti colpisce qualcosa. Uno scorcio, un angolo, un ritaglio di paesaggio. Come fossero i visi di sconosciuti che incroci per strada, i mille volti di Verona riescono sempre a sorprenderti.

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Venezia per noi

Con quella faccia un po’ così
quell’obiettivo un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Venezia
che ben sicuri mai non siamo
che un parcheggio lo troviamo
forse a Mestre accanto alla stazion.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi: sarcastica
ma che emozione che ci fan
quel mare verde, quelle calli
e quei tramonti che i te strùca el cor.

Venezia, per noi
tra le colline e i cantieri
che se ci prende un groppo di malinconia
versiamo un paio di bicchieri
Venezia, dicevo, è un sogno come un altro
Ah, la la la la la…

Con quella faccia un po’ così
quell’obiettivo un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Venezia
e ogni volta l’annusiamo
come sempre ci perdiamo
e un po’ foresti ci sentiamo noi.

“Casùa”, specchio di mare e di foschia,
maschere, vongole, Dalmazia, acqua alta e ironia
E intanto, tra campielli e canali
ormeggiano gondole e vecchi mantelli
lasciaci prendere ancora il vaporetto
Venezia, di amari carnevali.

Tra i filari delle vigne
fredde albe di brina
le capesante sono un sogno
e il sole è un ricordo dentro al cuor.

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